Scrivi (un manifesto e una poesia).

 Prima di tutto, scrivi. 
Scrivi ogni parola, frase, immagine, fuga sconsiderata di lemmi.
Ogni intrigo del pensiero
pescato tra i molti che speziati non lo sono abbastanza,
ma poi di quelli pure afferrane una manciata,
e mettila da parte.
Scrivi tutto quello che pensi abbia rilievo,
anche la superficie.
Scrivi gli angoli in cui la mente si incastra,
annota le pause,
non scordare gli inciampi.

Metti su inchiostro quello che non vuoi sia trascinato via con la tramontana,
che scompaia rapido con le luci delle auto
che accelerano o rallentano le giornate,
che resti imbrigliato sulle labbra screpolate,
tra le frange della sciarpa,
sulla punta delle dita,
sul baratro della lingua,
sullo sdrucciolo della fronte mentre ti dici:
questo mi piace, devo ricordarmelo, me lo ricorderò.
Perché, come ben sai, non accade.

E quindi scrivi,
scrivi perché la tua testa è una tasca bucata attraverso cui filano torrenti
e la scrittura, lei sola, una rete che trattiene.

Scrivi, scrivi subito.
Perché a immergersi ogni volta nei pensieri che scorrono
con la speranza di ripescare questa o quell'altra idea,
chissà mai cosa ricapita dal fondo,
depositato da tempo nel letto del tuo insoluto.
Chissà che titani potresti ridestare.

E quindi scrivi, scrivi per salvarti.

Scrivi per lasciar dormire i mostri e spalancare gli occhi su tutto il resto.