V per Vienna.

Scrivere richiede distanza? Forse non sempre. Non quando vogliamo trattenere tutto quello che è stato così come è stato, senza fronzoli e cianfrusaglie, o senza ammantarlo d'altro di più profondo, di più ragionato. Non quando vogliamo mettere nero su bianco quello che un luogo ci ha dato, o con cui ci ha piano piano avvolto, … Leggi tutto V per Vienna.

Collezioni di colazioni

Di mattina, invece, crogiolo lo sguardo nelle colazioni, immaginandomi di nuovo a Roma, con lo stomaco pronto per una seconda colazione in un posto completamente nuovo, o in uno in cui sono già stata, e dove mi piacerebbe portare chi come me considera il primo pasto il migliore in assoluto della giornata, della settimana, del mese.

Toronto: un appannato déja-vu.

L'acqua era la vera differenza capace di ridestarmi da quel sogno, dalla sensazione di non trovarmi più solo nei fotogrammi di un paesaggio percorso già col pensiero decine di volte ma, al contrario, nell'umida tangibilità di quell'altrove, dell'altrove più altrove in cui avessi messo piede. In un altrove dove era opportuno che i piedi, almeno loro, restassero asciutti.