‘Since you came here, you brought another island in you’

Leaving a city, a land, an island to head toward other cities, lands, islands, is one founding act – among many others – by which the individual claims, makes sense of, and establishes the continuity of their presence in the world. One could argue that, beyond the many meanings and consequences covered by such an experience, the act of migrating represents a kind of multi-situated ritual of presence just in the moment of the utmost exposure of the individual to the risk of losing themselves, to the inevitable fragmentation of their old and familiar horizon.

Toronto: un appannato déja-vu.

L'acqua era la vera differenza capace di ridestarmi da quel sogno, dalla sensazione di non trovarmi più solo nei fotogrammi di un paesaggio percorso già col pensiero decine di volte ma, al contrario, nell'umida tangibilità di quell'altrove, dell'altrove più altrove in cui avessi messo piede. In un altrove dove era opportuno che i piedi, almeno loro, restassero asciutti.

E ora?

E ora, cosa faremo adesso? Sarà la stessa cosa di quando decidi di curarti gli occhi miopi, dopo decenni di mondi impressionisti nello sguardo? Sarà come passare da un risveglio senza contorni, solo colori, a un altro di bordi sempre più definiti? Quando sai che tuttavia devi aspettare, perché gli occhi devono imparare di nuovo … Leggi tutto E ora?

La fontana

Racconto inviato la scorsa primavera per il concorso letterario Caffè Corretto, città di Cave (qui il regolamento per il 2020). Selezionato tra i primi cinque, arrivato quarto, mi sembra. Funziona così: ti danno un incipit e tu scrivi tutto il resto. La fontana "Silvia e Antonio non ci potevano credere, ma finalmente l’hanno trovata. E … Leggi tutto La fontana