Di mattina, invece, crogiolo lo sguardo nelle colazioni, immaginandomi di nuovo a Roma, con lo stomaco pronto per una seconda colazione in un posto completamente nuovo, o in uno in cui sono già stata, e dove mi piacerebbe portare chi come me considera il primo pasto il migliore in assoluto della giornata, della settimana, del mese.
‘Since you came here, you brought another island in you’
Leaving a city, a land, an island to head toward other cities, lands, islands, is one founding act – among many others – by which the individual claims, makes sense of, and establishes the continuity of their presence in the world. One could argue that, beyond the many meanings and consequences covered by such an experience, the act of migrating represents a kind of multi-situated ritual of presence just in the moment of the utmost exposure of the individual to the risk of losing themselves, to the inevitable fragmentation of their old and familiar horizon.
Toronto: un appannato déja-vu.
L'acqua era la vera differenza capace di ridestarmi da quel sogno, dalla sensazione di non trovarmi più solo nei fotogrammi di un paesaggio percorso già col pensiero decine di volte ma, al contrario, nell'umida tangibilità di quell'altrove, dell'altrove più altrove in cui avessi messo piede. In un altrove dove era opportuno che i piedi, almeno loro, restassero asciutti.
Memorie di un fiore di cotone*
Cura contro il complicato Il fiore di cotone nella sua conchiglia da viaggio (2012) Prevengo subito ogni obiezione che potrà essere qui, facilmente avanzata. Sono io, in fondo, il primo a riconoscerlo: mi sono dichiarato un fiore di cotone quando di quello non sono che un filacciosamente rado e ridotto frammento. Ma credete davvero che, … Leggi tutto Memorie di un fiore di cotone*
E ora?
E ora, cosa faremo adesso? Sarà la stessa cosa di quando decidi di curarti gli occhi miopi, dopo decenni di mondi impressionisti nello sguardo? Sarà come passare da un risveglio senza contorni, solo colori, a un altro di bordi sempre più definiti? Quando sai che tuttavia devi aspettare, perché gli occhi devono imparare di nuovo … Leggi tutto E ora?
Di cosa è fatta questa primavera
Da quando questo universale rinchiudersi è cominciato, al di là di una ragionevole ansia sui cambi di direzione che avrebbe comportato e continuerà a comportare, mentre si cercava di mettere insieme - più come un minestrone che come un ordinato mosaico - il nuovo assetto del nostro quotidiano, si è anche cercato di non soccombere … Leggi tutto Di cosa è fatta questa primavera
Grecia in sogno
La scorsa notte ho sognato di andare in Grecia. Non era che la breve tappa di un viaggio più lungo e di cui non saprei dire la meta finale. Ricordo solo una limpida e pura sensazione di felicità per quelle poche ore di transito in Grecia. Ad Atene, per la precisione. Ricordo di aver detto … Leggi tutto Grecia in sogno
La fontana
Racconto inviato la scorsa primavera per il concorso letterario Caffè Corretto, città di Cave (qui il regolamento per il 2020). Selezionato tra i primi cinque, arrivato quarto, mi sembra. Funziona così: ti danno un incipit e tu scrivi tutto il resto. La fontana "Silvia e Antonio non ci potevano credere, ma finalmente l’hanno trovata. E … Leggi tutto La fontana
Scritti in barattolo
Contavo i giorni che sono stata via quest'anno. Fanno settantaquattro, se ci aggiungo le notti a Gozo. Più di due mesi con la testa su altri cuscini. E sì che mi ero ripromessa che sarei stata buona buona in casa, a scrivere. Invece c'è stata Roma, sei volte, e sono felice di aver trascorso quattro … Leggi tutto Scritti in barattolo
Compleanno di un’amica
Potessi chiamarti oggi, per dirti buon compleanno. Non ti lascerei solo un messaggio nei tanti luoghi che abbiamo per lasciarci parole mute, senza tono. Ti chiamerei e ti direi: auguri bellezza, ci vediamo stasera allora? Stasera? Mi diresti. Sì, stasera. Torno a casa un paio di giorni, e guarda un po', torno oggi che è … Leggi tutto Compleanno di un’amica
