Toronto: un appannato déja-vu.

L'acqua era la vera differenza capace di ridestarmi da quel sogno, dalla sensazione di non trovarmi più solo nei fotogrammi di un paesaggio percorso già col pensiero decine di volte ma, al contrario, nell'umida tangibilità di quell'altrove, dell'altrove più altrove in cui avessi messo piede. In un altrove dove era opportuno che i piedi, almeno loro, restassero asciutti.

E ora?

E ora, cosa faremo adesso? Sarà la stessa cosa di quando decidi di curarti gli occhi miopi, dopo decenni di mondi impressionisti nello sguardo? Sarà come passare da un risveglio senza contorni, solo colori, a un altro di bordi sempre più definiti? Quando sai che tuttavia devi aspettare, perché gli occhi devono imparare di nuovo … Leggi tutto E ora?

La fontana

Racconto inviato la scorsa primavera per il concorso letterario Caffè Corretto, città di Cave (qui il regolamento per il 2020). Selezionato tra i primi cinque, arrivato quarto, mi sembra. Funziona così: ti danno un incipit e tu scrivi tutto il resto. La fontana "Silvia e Antonio non ci potevano credere, ma finalmente l’hanno trovata. E … Leggi tutto La fontana

Sottrazioni

In questi ultimi giorni di luglio, nel pieno di un'estate che pareva tardiva e si è rivelata inclemente, penso alle sottrazioni. A quello che va via, al vuoto che lascia. Penso al sorriso gentile e bianco di labbra e di occhi di un antropologo che sapeva davvero ascoltare e dare rilievo e colore a ogni … Leggi tutto Sottrazioni